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Abdua Fluens, l’Adda tra ‘700 e ‘800 Abdua Fluens, l’Adda tra ‘700 e ‘800
Tra i fiumi di Lombardia, l’Adda è tra quelli più rappresentato dai pittori, a cominciare da Leonardo, in particolare in alcuni disegni con vedute... Abdua Fluens, l’Adda tra ‘700 e ‘800

Le opere dei più importanti vedutisti mostrano come è cambiato il fiume

Canonica d’Adda – Continua fino al 11 ottobre in Villa Pagnoni, la mostra “Abdua Fluens – Paesaggi dell’Adda dal lago al piano tra Sette e Ottocento”. Tra i fiumi che solcano la Lombardia, l’Adda è quello più rappresentato dai pittori, a cominciare da Leonardo, in particolare in alcuni disegni con vedute a volo d’uccello raffiguranti proprio lo specchio d’acqua tra Vaprio e Canonica d’Adda. L’interesse per questo tratto del fiume è costante e documentato nei secoli successivi da grandi artisti quali Gaspar van Wittel, il Vanvitelli, che nel 1690 realizza uno splendido disegno con la veduta di Canonica, e Bernardo Bellotto, che nel 1744 dipinge due coppie di paesaggi tra loro complementari, immortalando sempre lo stesso tratto di fiume: dipinti che rimangono oggi una testimonianza preziosa del delicatissimo equilibrio allora raggiunto tra paesaggio naturale e paesaggio antropico.
A partire dall’Ottocento si intensificherà tra i pittori lombardi l’interesse per il paesaggio acquatico, lariano soprattutto, ma anche abduano, sia in omaggio alla tradizione precedente sia per il rinnovato interesse romantico e manzoniano per questi luoghi.
Tra i primi a filtrare questa nuova sensibilità è il bergamasco Marco Gozzi, impegnatosi inizialmente col governo napoleonico e in seguito con quello austriaco, a inviare annualmente all’Accademia di Brera tre dipinti di paesaggio con lo scopo di documentare i luoghi più ameni della Lombardia, tra i quali non mancano quelli aventi come tema il Lago di Como e l’Adda.
La successiva generazione romantica ha maturato una più soggettiva sensibilità per i temi del paesaggio, variamente interpretandoli sia come elemento autonomo alla maniera di Giuseppe Canella e dei suoi seguaci, o quale palcoscenico di brulicante umanità come nei dipinti di Costantino Rosa, importante esponente del paesaggismo lombardo di metà Ottocento.
Verso la fine del secolo andranno invece affermandosi nuove poetiche basate sulla scomposizione della forma e del colore, assecondando le quali artisti come Gerolamo Induno o Silvio Poma produrranno ancora originali interpretazioni del paesaggio dell’Adda.

Orari di apertura
da martedì a venerdi h 15-20
sabato e domenica h 9-13 / h. 15-20

Prezzi: € 4 intero – € 2 ridotto (da 18 a 25 anni, over 65)
Ingresso gratuito per i ragazzi fino a 18 anni e per i residenti a Canonica d’Adda.

La vendita dei biglietti avverrà sino a mezzora prima delle chiusure giornaliere

scarica la locandina della mostra

 

redazione