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Natura & Paesaggio
Un’incredibile varietà di ambienti naturali tra il Parco Adda Nord e i PLIS del Monte Canto e Beseco e del Basso Corso del Fiume... Natura & Paesaggio
Un’incredibile varietà di ambienti naturali tra il Parco Adda Nord e i PLIS del Monte Canto e Beseco e del Basso Corso del Fiume Brembo
Come fosse un libro, la valle dell’Adda ci racconta una storia lunga centinaia di migliaia di anni; la grande varietà di paesaggi e di ambienti naturali presenti tra il lago e la pianura è dovuta all’azione modellante dei ghiacciai nella parte più settentrionale, a quella del fiume nella parte meridionale. Durante l’ultima glaciazione i ghiacciai, oggi limitati a pochi lembi residui in zone di alta montagna, coprivano un’estensione ben maggiore, arrivando quasi alle porte di Milano. Le grosse “lingue” glaciali che, scendendo dalle Alpi, invadevano la pianura, lasciarono come traccia del loro passaggio, oltre alle valli che si sarebbero trasformate nei grandi laghi prealpini (Maggiore, Como, Iseo e Garda), enormi ammassi di detriti: le colline chiamate “morene”.
Una delle testimonianze più evidenti di questo processo è il “ceppo dell’Adda”, la roccia di origine glaciale che caratterizza il paesaggio del fiume fino all’altezza di Trezzo, utilizzata fino al secolo scorso come pregiato materiale da costruzione. All’altezza di Paderno l’Adda si in uno spettacolare canyon di ceppo, la Forra d’Adda, Monumento Naturale del Parco Adda Nord: perfino Leonardo ne fu affascinato al punto da studiarlo, misurarlo, disegnarlo nei codici e ritrarlo sullo sfondo della Vergine delle rocce. Un altro residuo dell’era glaciale è il Lago di Sartirana, un bacino di origine morenica dichiarato Riserva Naturale della Regione Lombardia e Sito di interesse comunitario (SIC). Altre due zone umide di grande importanza per l’avifauna sono state dichiarate SIC: il lago di Olginate, un vasto specchio d’acqua immediatamente a sud del lago di Lecco, e la cosiddetta “palude di Brivio”, ovvero la grande zona acquitrinosa formata dall’Isola della Torre e dall’Isolone del Serraglio. Su una superficie di 265 ettari il fiume ha creato svariati habitat ideali per gli uccelli palustri: dai saliceti di ripa ai canneti e cariceti, dalle alnete, tipici boschi igrofili di ontano nero, ai pioppeti che danno ospitalità alle garzaie, i nidi collettivi degli aironi. A sud di Trezzo – dove è possibile visitare la riserva naturale “Le Foppe”, una ex cava di argilla oggi Oasi WWF – il paesaggio assume i caratteri della tipica morfologia fluviale: l’alveo si allarga, si snoda in ampie curve, forma rami secondari e lanche, come quella di Groppello, riserva naturale.
Nella rete ecologica del Distretto Bioculturale dell’Adda si connettono al Parco Adda Nord i PLIS (Parco Locale di Interesse Sovraccomunale) ) “Monte Canto e Bedesco” e “Basso corso del fiume Brembo”.
Il Monte Canto è un monte “orfano” perché staccato dalla catena delle Prealpi bergamasche, dalla quale è separato dalla Valle San Martino che ha come epicentro Pontida. E’ il primo rilievo montuoso che si incontra risalendo dalla pianura la sponda orientale del fiume Adda. Composto prevalentemente da arenarie e da conglomerati, è ricoperto da boschi e castagneti sul versante nord, mentre a sud vi sono coltivi e alcuni vigneti. Affluente dell’Adda all’altezza del villaggio Crespi, il fiume Brembo ha invece un carattere torrentizio e irruente e costruisce un paesaggio caratterizzato da forre e rive scoscese. Sotto il villaggio operaio di Crespi d’Adda Il suo corso si immette in Adda.

redazione