
Dopo la lunga dominazione longobarda (di cui ci rimangono la
necropoli di Trezzo sull’Adda e la Basilica Autarena di Fara Gera d’Adda) anche il territorio dell’Adda cadde nei “secoli bui”, segnati da violenze, invasioni e dalla involuzione della cultura e delle arti.
Dopo il Medioevo la rinascita spirituale, culturale ed economica fu guidata non da nuovi feudatari ma dai monasteri benedettini legati alla Regola di Cluny, il monastero francese da cui l’ordine cluniacense si diffuse in tutta Europa. Il territorio dell’Adda non fece eccezione Nel 1076 il nobile Alberto da Prezzate fondò il monastero di
San Giacomo in Pontida, che divenne ben presto Priorato cluniacense.
Ancora oggi molte chiese romaniche (o strutture rurali in seguito modificate) ci parlano dell’irradiarsi di piccoli monasteri benedettini lungo tutto il corso del fiume, come
S. Benedetto in Portesana (Trezzo sull’Adda),
SS. Colombano e Gottardo (Arlate),
S. Michele de’ Verghi (Calusco).
Anche l’Isola bergamasca (il territorio compreso tra l’Adda, il suo affluente Brembo e il Monte Canto) e l’antico Lémine (un vasto comprensorio territoriale ad occidente del fiume Brembo che aveva costituito una corte regia longobarda, oggi corrispondente ai comuni di Almenno San Salvatore e San Bartolomeo) conservano un patrimonio eccezionale di edifici romanici. Tra i più importanti: l’
Abbazia di S. Egidio in Fontanella (Sotto il Monte Giovanni XXIII) costruita nel 1080 sempre da Alberto da Prezzate e sede della
comunità ecumenica fondata dal teologo e poeta Padre David Maria Turoldo; la
Basilica di S. Giulia, (Bonate Sotto) della prima metà del sec. XII, ora cappella cimiteriale; la
Chiesa di SS. Fermo e Rustico (Grignano di Brembate) risalente almeno al 1158; la Pieve di Lémine e l’annesso Santuario della Madonna del Castello del sec. X, la Chiesa di San Giorgio del sec. XII, il convento degli Agostiniani e la chiesa di Santa Maria
della Consolazione, tutti ad
Almenno San Salvatore; la
Rotonda di San Tomè (Almenno San Bartolomeo), gioiello architettonico romanico dei primi anni del sec. XII, parte del complesso rurale che è attualmente sede dell’Antenna Europea del Romanico.